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La riforma della mediazione è perfettibile ma indispensabile


"La riforma della mediazione è perfettibile ma indispensabile"
Siciliotti al convegno nazionale di Torino con Alfano: “Intollerabili tempi e costi della giustizia civile. Conciliazione unica chance per una inversione di rotta”

“Quella sulla mediazione civile è una riforma sicuramente perfettibile, ma il suo avvio segna comunque uno spartiacque nella storia della giustizia italiana. Pur con tutte le difficoltà che nella fase iniziale potranno verificarsi, era importante partire. La mediazione è ad oggi l’unico strumento in campo per alleggerire i nostri tribunali dal peso dei quasi sei milioni di cause civili pendenti, con una durata media tra i dieci e i dodici anni. Siamo al 156° posto delle classifiche mondiali per la durata dei processi, una situazione che penalizza pesantemente cittadini e imprese. Chi si oppone a questa riforma finisce di fatto per difendere questo indifendibile status quo”.

Lo ha affermato il presidente dei commercialisti, Claudio Siciliotti, nel corso del convegno nazionale “Mediazione civile: strumento giuridico e percorso di unione. Il ruolo dei commercialisti”, svoltosi oggi a Torino. Siciliotti ha spiegato come a suo avviso ci siano aspetti della riforma in vigore dal 21 marzo che avranno bisogno di una messa a punto. “Probabilmente – ha affermato – il ruolo di mediatore andrà riservato ai soli iscritti agli Ordini professionali e non ai laureati triennalitout court. Così come andranno costantemente monitorati i percorsi formativi. Massima vigilanza sulla qualità dei mediatori, quindi, ma anche grande impegno per l’affermazione di uno strumento di risoluzione alternativa delle controversie che può essere di grande aiuto per la collettività, anche perché potrà contribuire ad un significativo snellimento della pubblica amministrazione”.

Il presidente dei commercialisti ha spiegato poi perché questo convegno sia stato inserito nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia. “I commercialisti sono cittadini che hanno a cuore il bene comune. Celebriamo anche noi l’unità d’Italia, ma a modo nostro, dimostrando concretamente l’impegno della categoria per la riuscita di una così importante sfida riformatrice. Unità e conciliazione sono termini molto più affini di quanto non appaia, dal momento che conciliare significa comporre interessi diversi per cercare una soluzione unitaria ai conflitti”.

Nel corso del convegno, Felice Ruscetta, consigliere nazionale della categoria, ha illustrato ilmodello di conciliazione dei commercialisti. “Giungiamo all’appuntamento con questa riforma – ha detto Ruscetta - con 5000 professionisti già formati, con una Fondazione nazionale, l’Adr commercialisti, un sito e un software dedicati  e con decine di Ordini locali pronti a dar vita a breve ad un proprio organismo di conciliazione. Obiettivo è quello di costituirne uno in ognuno dei 143 Ordini territoriali, eventualmente anche in collaborazione con altre professioni o enti”. 

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